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Lo stemma del Comune

La pianta d’acero che diventò poi elemento essenziale nello stemma del Comune di Grono era incisa in bronzo nello scudo centrale del vecchio bollo usato per i sigilli a secco dell’antica autorità. A margine era riportata la scritta ‘Comunitas Agronensis’.

Questo stemma fu annullato dal Cantone dei Grigioni nel 1948  in quanto troppo simile a quello del Comune di Trun (Grigioni). Al suo posto s’imposero tre foglie d’acero su sfondo giallo. Il progetto fu però respinto dalla popolazione e quindi mai ufficialmente riconosciuto.

Su desiderio dell’Assemblea comunale si decise quindi di ricorrere all’acero quale simbolo araldico sovrastandolo da una stella dorata a sei raggi che riprendeva la rappresentazione del 1807 e il sigillo comunale tramandato.

Nel rispetto delle norme araldiche, stabilite dagli araldi dei secoli XII e XIV, la rappresentazione dello stemma di Grono del 1807 venne in questo modo riportata ai suoi elementi araldici essenziali: “In argento sotto la parte superiore dello scudo blu frastagliato, coperto con una stella dorata a sei raggi, acero nero con radici e con tre foglie verdi.” Le cinque radici stanno a simboleggiare le quattro degagne e il Console reggente.

Come previsto dal programma di aggregazione fra Grono, Leggia e Verdabbio il nuovo Municipio ha indetto un concorso pubblico per l’elaborazione di un nuovo stemma. Due delle tre soluzioni ritenute meritevoli dalla Commissione municipale nomitata, 'Tre identità in un unico scudo' di Danilo Tognola e 'Legame armonico' di Jason Piffero, sono state sottoposte al voto popolare nel febbraio 2019 seguendo le indicazioni fornite dai competenti servizi cantonali: a spuntarla (184 voti sì e 168 no) è stata la proposta elaborata dal grafico Jason Piffero di Locarno 'Legame armonico'. Lo stemma scelto, che raffigura tre foglie di acero (simbolo di Grono) con i piccioli intrecciati nel formare una pianta che si erge fra i colori giallo e rosso presenti nei disegni araldici di Leggia e Verdabbio è entrato in vigore il 1° luglio 2019.

 

 

 

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Appari! grido, Appari! alla montagna,
che senza fine lungo i giorni e il tempo
da me volge lo sguardo e resta sola.
Appari! la montagna mi risponde...
E questa voce non è ancora spenta
che già torna invincibile il silenzio
e l’orma antica pasce sulle rocce.

 Remo fasani

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Clemente Maria a Marca, di Soazza
(1764 - 1819)

Podestà di Teglio e governatore della Valtellina. Deputato alla Dieta generale a Berna, presidente del Gran Consiglio e membro del governo grigionese, presidente del tribunale d'appello. Protesse il soggiorno di Ugo Foscolo a Roveredo. Commerciante di legname e promotore del nuovo collegamento stradale da Bellinzona a Coira attraverso il San Bernardino.

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